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SONO ESATTAMENTE 60 ANNI CHE SONO STATE “CHIUSE” LE CASE CHIUSE!!!! - Sergio Bonci - Giovedì 20 Settembre 2018 11:11

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SONO ESATTAMENTE 60 ANNI CHE SONO STATE “CHIUSE” LE CASE CHIUSE!!!!

In questi ultimi giorni, Quotidiani, Riviste, Sociologi, Radio e Televisioni, Social ecc., hanno ricordato ampiamente che in Italia esistevano le famose “Case chiuse”, nelle quali si intrattenevano incontri sessuali vietati ai minori di anni 18.

Infatti, alla mezzanotte del 19 settembre del 1958, come primo effetto della norma, vennero chiusi oltre cinquecentosessanta postriboli su tutto il territorio nazionale. Molti di questi luoghi furono riconvertiti in enti di patronato per l'accoglienza e il ricovero delle ex-prostitute. La tenacia della senatrice Lina Merlin nel portare avanti, fin dal momento della sua elezione, la propria lotta al favoreggiamento inteso come sfruttamento di prostitute (e, di fatto, quindi decretare l'illegalizzazione della prostituzione), portò all'approvazione dell'omonima e ampiamente discussa legge. L'avvenimento, che segnò una svolta nel costume e nella cultura dell'Italia moderna, venne visto da alcuni come una svolta positiva, da altri col timore di alcune conseguenze quali gravi epidemie di malattie veneree e il dilagare delle prostitute nelle strade delle città, cosa che in effetti avvenne.

A questo punto mi è tornato alla mente il mio unico rapporto con una struttura del genere che aveva sede in Via Capo le case, in Roma.

All’epoca avevo maturato da poco i miei 19 anni e pertanto legalmente atto a tali frequentazioni. Infatti, non ci pensavo proprio, dal momento che ero tutto preso dal mio lavoro presso un’azienda mobiliera e al fatto che da lì a breve avrei dovuto lasciarlo per andare a fare il mio lungo servizio militare.

Più per consolazione che altro, me ne uscii con la mia cricca di bravi ragazzi, che la sera dopocena ci si ritrovava al “baretto” sotto casa per “drogarsi” con una Nazionale-Esportazione, oppure con una bionda con filtro di origine americana e parlare di ragazze, di moto, di sport, musica, e tutto quanto poteva interessare la nostra sana generazione. I nostri sogni di allora erano la Motomorini 175 “settebello”, la Gilera 350, la Ducati 175, la Emmevì 175, e così via. Viceversa, sotto il sedere avevamo chi un Vespino 125, oppure un Guzzetto 75, un Motom 49cc, un Demmino 49cc. Addirittura all’epoca possedevo una Bianchi Mendola 125 ed anche un “Topacchio”, ovvero una Fiat 500 Topolino verde bottiglia. Il possesso di un’auto, salvo che non eri un figlio di papà, poteva essere una FIAT 1100/103 oppure, una Fiat 600L.

L’AGGUATO A SORPRESA
Proprio il fatto che a giorni avrei dovuto partire per il CAR di Palermo, in una delle suddette serate da “Baretto”, non feci in tempo a varcare la soglia che venni letteralmente rapito a forza ed infilato nell’unica auto dotata di comodità tipo l’autoradio mangianastri che ci permetteva di ascoltare musica e radiocronache delle partite che disponeva la “cricca” per andare a fare alla bisogna, una girata in centro, era un 1100/103 5posti. Infatti, una volta caricatomi a forza sul sedile posteriore, partirono strombazzando da Montesacro dove abitavamo, per arrivare in men che non si dica in Via Capo le case. I miei amici mi presero sottobraccio e mi fecero entrare in un portone. Mi presentarono ad una grassa signora ben vestita. La “tenutaria” della casa raccomandandogli con garbo e delicatezza che essendo il sottoscritto un novellino, abbisognava di una professionista ad hoc.  La stessa mi mise nelle mani di una Signora di nome Nadia, dolce e comprensiva.

 

IL COLLOQUIO AMICHEVOLE CON NADIA
Entrati che fummo nella sua camera, con non senza ansia dissi a lei che non avevo alcuna intenzione di “consumare” ma non per qualsivoglia motivazione ad essa attinente, ma poiché le raccontai il fatto di avere la mia fidanzatina e che ero in procinto di doverla lasciare per un lungo periodo di tempo causa “naja” impellente della durata di ben 18 mesi. Pertanto ci sedemmo su due sgabellini e dalla luce soffusa della stanza, parlammo di svariate cose. D’altra parte avevamo a disposizione 15 minuti di tempo.

Le spiegai che la mia concezione sul sesso non concepita da sempre la “mercificazione” di una azione talmente “naturale” praticata fin dal tempo dei tempi.   

Lei, comprese e mi ringraziò sinceramente. Inoltre iniziò a raccontare i motivi per i quali dovette intraprendere l’attuale sua professione, ed al contrario di quel che si poteva pensare, Nadia, si disse di essere molto felice di poter abbandonare la “casa” dove ha lavorato per una quindicina di anni, avendo da tempo deciso di ritornare al proprio paese d’origine in provincia di Frosinone (ciociaria), dove aveva già approntato una moderna casetta e dove l’aspettava il proprio figliolo che viveva con i nonni.

All’improvviso si accese una lucetta rossa posta sul comodino che altro era che la segnalazione che i 15 minuti a nostra disposizione erano scaduti.

Uscimmo dalla stanza e scendendo le scale mi disse: mi raccomando, fai finta di aver consumato e di essere rimasto soddisfatto della prestazione. Da parte mia rassicurerò i tuoi amici del fatto che sei un ragazzo con tutti i requisiti molto, ma molto più che validi.

Tornammo al “Baretto”e Mizio, Gianni e Marco sbandierarono ai presenti l’avvenuto battesimo sessuale del Sergetto. Poverini, io il mio battesimo l’avevo già....!!!  

  Dagli anni ottanta nel dibattito politico italiano hanno preso corpo numerose richieste per l'abrogazione - totale o parziale - della legge Merlin, giudicata non più al passo con i tempi. La legge è ritenuta da più detrattori non idonea a gestire il fenomeno della prostituzione in Italia che, di fatto, rimane una realtà presente e costante. In Italia, infatti, non è considerato reato la vendita del proprio corpo, ma lo sfruttamento del corpo altrui anche se in ambiente organizzato. Ciò ha permesso il proseguire, di fatto, della mercificazione corporale nelle strade oltre che nelle case, ma nella clandestinità.

Inoltre, prima dell'entrata in vigore della legge la prostituzione nelle strade era molto poco diffusa, mentre dopo l'entrata in vigore è aumentata notevolmente. Negli anni novanta, soprattutto, si è sviluppato il fenomeno della prostituzione legata all'immigrazione clandestina, esploso poi negli ultimi anni: la gran parte delle prostitute in strada sono infatti straniere.

Sergio Bonci

 
 

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