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PREMIATA DITTA Sondaggio, proiezione YouTrend: al voto oggi? Maggioranza assoluta per il centrodestra - LIBERO - Martedì 19 Giugno 2018 14:21

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Giuseppe De Lorenzo - Mar, 19/06/2018 - 13:07

 


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L'amaro ricordo dell'ultimo provvedimento che il governo Monti prese alla leggera per ingraziarsi la Troika e che rese infelici tante famiglie italiane. - di Sergio Bonci - Mercoledì 6 Giugno 2018

Stralcio dell'intervento del Senatore della Repubblica MARIO MONTI

Durante la richiesta della fiducia dal nuovo Governo Giallo-Verde al Senato

il 5 Giugno 2018

di Sergio Bonci

Governo, Monti a Lega e M5s: "Italia può ancora subire umiliazione della Troika"
"Voi colleghi di M5s e della Lega, con tutto il rispetto, se non ci fossimo stati noi, oggi avreste la Troika, sareste un governo dimezzato, sareste ridotti ad agenti di un governo semicoloniale... La Troika è una realtà disgustosa, anche se promana dall'Europa, e noi abbiamo fatto di tutto per risparmiare all'Italia questa dimostrazione di scarsa dignità". Così l'ex presidente del Consiglio Mario Monti, del gruppo Misto, nel suo intervento al Senato durante il dibattito sul discorso programmatico del premier Giuseppe Conte. "Non è escluso - ha avvertito l'ex presidente della Commissione Ue - che l'Italia possa dover subire, ciò che ha evitato allora, ovvero l'umiliazione della Troika".

L'amaro ricordo dell'ultimo provvedimento che il governo Monti prese alla leggera per ingraziarsi la Troika e che rese infelici tante famiglie italiane. (A cura di Sergio Bonci che per oltre 40 anni ha esplicato la professione di  Agente Generale di Assicurazione)

 Proprio un mese prima della fine della legislazione del Governo Monti, il MEF decide di doversi adeguare con forte ritardo ad una precedente e pressoché del tutto ignorata da gran parte delle Nazioni europee,  di una direttiva dell’Unione Europea sui Fondi Pensione, (quelli privati che varie categorie professionali provvedevano ad incrementare con i propri sudati denari e che riguardavano migliaia e migliaia di iscritti),  la IORP 2.

Tornando a quel tempo bisogna dire che...

...nell'ultimo mese del Governo Monti il MEF decise di adeguarsi con un forte ritardo proprio per carineria nei confronti della famosa Troika per far comprendere loro che il Governo italiano era completamente d'accordo con questo genere di vessazione nei confronti di tanti qualificati lavoratori italici. In sintesi questa normativa (IORP2) obbligava tutti i Fondi Pensione, - qualunque fosse stato fino a quel momento il loro sistema di conteggio attuariale - a convertirlo immediatamente nel sistema di conteggio attuariale contributivo (a gruppo chiuso). Normativa bislacca, tant'è che buona parte degli altri Stati membri dell'UE si sono ben guardati dall'applicarla, restando in attesa del rilascio di una normativa meno demenziale ormai prossima alla sua pubblicazione, ovvero la IURP 3. 

IN QUESTO CASO PRENDIAMO IL FONDO PENSIONE DEGLI AGENTI ASSICURATIVI ITALIANI

Perché demenziale?
Ma come è pensabile che un Fondo Pensione che fin dalla sua nascita, più di quarant'anni fa, ha sempre utilizzato un  bilancio attuariale a retribuzione (a gruppo aperto) conteggiando gli agenti pensionati, gli agenti attivi e gli agenti futuri, possa di colpo poter passare ad un bilancio attuariale a contribuzione (a gruppo chiuso) eliminando da subito le  entrate messe a posta dei futuri agenti? Pensate a un recordman centometrista che, di colpo, per obbedire ad una normativa bislacca della sua Federazione, venisse obbligato a correre su di una gamba sola! Bene, il risultato di quel decreto è stato che il Fondo ha dovuto cancellare “immediatamente” circa 350 milioni di euro di future risorse non più utilizzabili per il suo bilancio attuariale. 

Ma perché il Fondo Pensione Agenti è stato coinvolto in questo decreto?
Essendo un fondo preesistente poteva esserne esentato, oppure invitato ad adeguarsi in un ragionevole numero di anni, almeno una trentina, visto che i tempi dei bilanci attuariali non sono certo quelli dei bilanci tecnici. Mefop, Ordine degli attuari e Assoprevidenza avevano espresso al  Ministero la loro contrarietà a coinvolgere il Fondo Pensione Agenti in questo decreto. Era chiaro a tutti questi organismi tecnici che il cambio repentino dei parametri utilizzati per costruire i bilanci attuariali avrebbe creato uno sconquasso. Anche i rappresentanti del Fondo erano andati al Ministero a motivare tutta la loro contrarietà. 
Il Fondo aveva però una grave colpa: funzionava, si, ma era una voce fuori dal coro; tutti dovevano adeguarsi al sistema contributivo; non si volevano ammettere eccezioni. Così, avuto l’ok da altri interlocutori più potenti, come la Banca d'Italia, il M.E.F. ha deciso di non fare eccezioni e ci ha trascinato nel mare di guai che tutti oggi possono toccare con mano. Su questa disgrazia si sono innestate poi tutte le disgrazie successive: l'Ania in piena guerra fratricida con il suo socio UnipolSai ha proposto un offensivo intervento economico, in cambio del quale pretendeva il passaggio immediato al sistema contributivo chiedendo al Fondo di applicare da subito un taglio di almeno il 70% delle prestazioni pensionistiche attuali e future. 

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